18 marzo 2011

CIAO

Dopo la caciara di mercoledì, avevo promesso che oggi non avrei scritto niente, o al massimo avrei pubblicato un post sciocco.
Ma mi sono dimenticata di informare mia nonna, la mia ultima nonna vivente, la mamma del mio papà, di questo mio bislacco intento.
 
E così lei stanotte è morta.
 
Ed oggi io davvero avrei voluto scrivere sciocchezze, ma non ci riesco, perchè sento il bisogno di salutarla anche qui, in questo mio spazio in cui sento di poter dire quello che voglio.
Era la nonna da cui ho preso il nome, quello sui documenti, quello ufficiale... Perchè mia madre non ha mai accettato di chiamarmi così...
Ed era la nonna da cui forse ho preso anche il carattere, o almeno questo è quello che mi dice mia madre tutte le volte che quello che faccio non le piace e che mi vuole insultare.
Era cupa, musona, lenta, pessimista, apatica, arrabbiata col mondo, ingrata, possessiva, arrogante, egocentrica e ipocrita.
Non so se davvero assomigliasse a me; forse sì, in certi momenti. Sono così piena di difetti, che la metà basterebbe.
Però io rido tanto, ohhh se rido. A lei l'ho vista ridere tre volte in più di trent'anni.
E poi io sono ipercritica nei mie confronti, lei non si è mai messa in discussione.
Non so, nel giorno del commiato, sui defunti si dovrebbero scrivere solo cose belle, no? Ma io non ci riesco, perchè se lo facessi sarei  ipocrita. E non sono nemmeno questo, ipocrita.
Mia nonna non ha mai dimostrato affetto ai suoi nipoti, e pure con mio padre e con i suoi figli in genere non è mai stata tenera o accomodante, mai solidale, mai consolatoria, mai confortevole.
Mai.
Nemmeno con mia madre è stata mai gentile, altrochè.
Però, c'è un però.
Era la mamma del mio papà adorato, dell'uomo più dolce del mondo, del 'vecchio' signore settantacinquenne che, nonostante l'età e le cattiverie della madre, passava tutte le giornate accanto a lei per aiutarla, sistemarle le coperte, imboccarle il cibo, cambiarle il pannolone, darle le medicine, farle una carezza sul viso.
E mille altre cose.
Non so cosa dire, non so cosa fare, il funerale sarà domattina e dovrei viaggiare stanotte per riuscire ad esserci, ma di notte non mi piace viaggiare...
Ci andrei solo per stare vicino a mio padre, che nonostante la stanchezza di questi ultimi anni passati ad accudirla non si è mai lamentato di niente.
Forse è per questo che si fanno i figli...
Per garantirsi che qualcuno si prenda cura di te negli anni bui della vecchiaia e della malattia.
Ciao nonna, a Natale nemmeno mi hai riconosciuto, ti accarezzavo e non ti muovevi, immobile e piccola in quel grande letto bianco.
Sembravi così tenera, così indifesa, così dolce, che quasi uno si poteva dimenticare le tante bestialità che erano uscite da quella bocca nei giorni nei mesi e negli anni precedenti.
Eppure ti volevo bene, te ne ho sempre voluto tanto, nonostante tutto.
Ciao nonna.
Spero che dovunque tu sia, adesso, tu riesca a sorridere e ad essere un po' più felice di quanto tu sia stata in vita.
Eri più bella quando sorridevi.
Sei più bella quando sorridi.
Ciao nonna.

16 marzo 2011

COME ROVINARSI LA REPUTAZIONE IN UN CLICK

   SOTTOTITOLO: MA SE NON LO SCRIVO, STRIPPO

Prendo spunto dall'ultima risposta di carrie al mio post precedente, per fare una piccola precisazione.
Carrie, non sentirti assolutamente tirata in causa tu in quanto tu. Ti 'sfrutto' per dire un paio di cose che ci tengo a dire da un pezzo, e che oggi anche l'oroscopo dice che devo dire:
"Lo scenario astrale è favorevole al Cancro intraprendente. Oggi per esempio, potresti decidere di tirar fuori un progetto chiuso nel cassetto... Sfodera pure la tua grinta senza timore di mostrarti forte e audace... "
... Appunto...
 
Dunque, il commento sostiene una serie di cose che ognuno può andare a leggersi se vuole...
 
Bene, a parte che ciascuno di noi può non transigere qualcosa solo in casa sua.
A parte il tono del messaggio e i termini usati, che possono piacere o non piacere, ma che non invitano tanto alle confidenze (secondo me)...
A parte tutto questo, insomma, io voglio solo chiarire una cosa piccola piccola.
 
Io non ho mai visto la biancheria intima dei miei colleghi, maschi e femmine che siano.
Qualcuno di voi, sì? Ditemi, ditemi.
Anzi, quando vado in palestra vedo ragazze vestite benissimo e iperpettinate e ipertruccate, che hanno biancheria da immondizia ai limiti dell'indecenza. Cose di cui io mi vergognerei.
Che c'entra?
Se uno guarda la collega figa non c'entra niente con le mutande o col reggiseno che lei indossa.
Un uomo guarda la collega figa a prescindere.
E non è detto che poi ci finisca a letto, con la collega figa. Magari finisce a letto con la ragazza delle fotocopie un po' scialba che però ci sa fare coi modi e con gli sguardi, e forse ha le tette grosse. O forse ha 20 anni in meno. O 10. O perchè è più grande e quindi più "esperta". O forse semplicemente fa capire che ci sta. Vai a sapere. E comunque non lo sapremo mai.
O forse non ci va a finire a letto. Forse.
I meccanismi della seduzione sono così imprevedibili e misteriosi, e, vivaddio, NUMEROSI, che non accetto (io, eh! Gli altri possono accettarlo tranquillamente), dicevo, non accetto che si banalizzi tutto alle mutande che si portano, alla cintura abbinata, alla scarpa col tacco.
Una mia amica ha una montagna di capelli ricci, e con il mollettone in testa il suo viso e tutta la tua persona sprigionano un'armonia e una sensualità così perfette che, fossi uomo, una botta gliela darei volentieri (per dirla come va detta). 
Che hanno che non va i mollettoni, in assoluto? 
Conosco donne strabelle e stracurate, che spendono un sacco in biancheria e 'immagine' in genere, che sono state tradite per donne affascinanti e sexy in jeans e maglietta, e chissà che reggiseno avevano, ma credo che alle cornute questo interessasse ben poco, a quel punto.
Conosco uomini carini e curati traditi per uomini un po' rudi, forti e 'maschi', che tenevano più alla soddisfazione della femmina tra le loro braccia che non alle pieghe sulla camicia o alla marca scritta sulle mutande (proprie o altrui).
 
A me sta benissimo che uno decida per sè cosa sia meglio e cosa no, che uno esprima il proprio parere su cosa lo ecciti e cosa no, se uno preferisce esser magro va bene, se uno preferisce essere curato va bene, se uno preferisce spendere molto per il proprio guardaroba va bene, se uno preferisce essere ordinato in casa va bene, se uno preferisce il fidanzato che si fa le lampade va bene, se uno preferisce sposarsi in chiesa va bene, se uno preferisce accoppiarsi con la biancheria del sexy shop va bene, se uno preferisce il perizoma va bene, se uno preferisce i vestiti a pois o a quadretti va bene, se uno preferisce farlo a tre va bene.
Mi va bene tutto.
Per la propria vita, ognuno ha il sacrosanto diritto (anzi, DOVERE) di vivere come caxxo vuole!
Mi basta solo che nessuno si permetta di criticare i gusti, le tendenze, le preferenze, le credenze, gli istinti, e anche banalmente solo le abitudini, degli altri.
Si esprimono opinioni, non si sputano sentenze.
Nelle conversazioni, nei 'salotti', negli ambienti in cui si fa la conversazione che mi piace, si parla di tutto senza tabù, e ciascuno dice ciò che dice in base a quello che sa per il proprio livello di cultura, per gli interessi coltivati, per l'esperienza vissuta, per le letture fatte, per il diverso livello di sensibilità, ma non si dovrebbe MAI dedurre, da questo, che la cosa che va bene per sè o per la propria famiglia vada bene anche per gli altri. Per TUTTI gli altri.
Per qualcuno andrà bene, per altri no.
L'opinabilità dei giudizi, ovviamente vale solo se non si cade nel penale. Lo dico per scrupolo.
Che se hai l'istinto di sgozzare la gente alla fermata dell'autobus, non solo ti critico, ma vorrei marcissi in galera.
E anche se evadi il fisco da generazioni, obbligando me a pagare molto di più per garantire anche a te gli stessi servizi, ti critico!
Su certe cose non c'è niente di opinabile.
Qualcuno ha ragione, qualcuno ha torto.
O meglio, uno può sempre fare quello che vuole, ma io mi sento autorizzata a dire che sta sbagliando.
 
Quindi, giusto per concludere (poi potete distruggermi), tiro le somme.
Cari uomini e donne insoddisfatti/e, se non gradite il look dei vostri compagni, e correte dietro alla sottana della prima donna che vi mostra cosa vuol dire essere 'di classe' o al primo uomo che usa il deodorante, perchè non ve ne andate sonoramente affancù e vi mettete direttamente con queste altre persone?
Chi vi obbliga a rimanere accanto a partner che non vi attizzano più?
Chi?
Il pezzo di carta?
L'abitudine?
La codardia?
A me non importa, basta solo essere sinceri con se stessi.
 
P.S. Scusate il livore di questo post, ma sono un po' stufa delle persone che pretendono di decidere sulla vita degli altri (e parlo della mia famiglia, dei parenti, di molte delle persone che mi circondano in genere...).
Il 99% dei problemi della mia vita derivano dal fatto che la gente non si fa i fatti suoi, e vuole imporre a me i suoi modelli, infischiandosene se su di me quei modelli vadano bene o no.
RIPETO, CARRIE NON C'ENTRA NIENTE CON IL MIO SFOGO, NON VI RIFERITE A LEI NELLE VOSTRE EVENTUALI RISPOSTE MA AI PUNTI CHE HO AFFRONTATO IO NEL POST.
Se volete rispondere.
Se no, va bene lo stesso. :-)
 
P.S.2: Capita spesso che io non condivida le cose che vengono scritte e/o dette dalle persone che leggo qui o che frequento nella vita reale, ma difenderò sempre il diritto che ciascuno ha di scriverle e/o dirle.
 
P.S.3: Anche Totti si è lamentato, in un'intervista, che Ilary in casa si veste così male che è intrombabile. Ed è il sogno erotico di molti uomini italiani. E ho detto tutto.

11 marzo 2011

LA RIFLESSIONE (loffia) DEL WEEK-END

Stamattina leggevo su un quotidiano (sempre che Leggo si possa definire un quotidiano, ndr) che la media di durata dei matrimoni, al momento, è di poco più di mille giorni, indi all'incirca tre anni.
 
Tra i motivi di separazione, al primo posto c'è che uno dei due coniugi non sopporta più i chili in eccesso che ha preso il partner nel tempo di convivenza.
All'ultimo posto (ma le motivazioni elencate erano solo sei o sette) c'è che non si sopporta più la brutta biancheria usata dal partner (e, come spiegazione, era scritto che "non attirano più i mutandoni usati dal coniuge").
 
In mezzo c'era che non si faceva più all'ammore ("fare all'amore" è un'espressione che mi fa sempre ridere, l'ho scritta più per me che per voi...).
 
E la soluzione allo stress derivato da tutta questa insofferenza sotto il tetto coniugale, sempre secondo la cocente indagine, è che tutti alla fine vanno a trascorrere i week-end fuori porta, con gli amici o, più banalmente, con l'amante. Sia con gli amici che con gli amanti si ritrova la passionalità e l'entusiasmo di vita ormai perduti.
Ovviamente, tutto questo serve per resistere qualche altra settimana in coppia, prima di decretare la fine definitiva del rapporto...
Ovvio no? Ovvierrimo, direi.
 
In virtù quindi dei fatti, chè questi articoli/sondaggi sono ASSOLUTAMENTE veritieri, ditemi un po', voi che biancheria usate?
Quanti chili avete preso da quando siete col vostro partner? E lui? (Libby, di te sappiamo già tutto)
Dove trascorrerete il vostro week-end? 
E, soprattutto, con chi? :-) 
 
Buon week-end a tuttiiiiii
 
P.S. Coloro che hanno una relazione da meno di due anni, possono fare riferimento alle loro relazioni precedenti per raccontare dove si trastullavano nei week-end a ridosso dei tre anni di matrimonio/convivenza. E se non hanno relazioni precedenti, possono fare solo illazioni. Inventatevi qualcosa, per dinci!
 
P.S.2 Ma quanto sono simpatici questi sondaggi? A me mettono sempre di buon umore. Quando non mi fanno incaxxare.

10 marzo 2011

PERCORSI MENTALI

Stamattina, mentre in un autobus strapieno mi gustavo famelica le ultime pagine del mio libro (dovrei finirlo stasera) superstritolata da ogni lato (altro che pomiciata, è stata un crescente sollazzo di strusciamenti con gente di ogni età sesso religione stato civile ragione sociale livello d'igiene e tipo di scarpe...) appoggiata solo su un piede mentre con una chiappa cercavo di tenermi ad un punto d'appoggio e con un avambraccio tentavo di proteggere la borsa da eventuali soggetti diversamente onesti, succedeva che origliavo.
Sì, origliavo mio malgrado i discorsi di due ultraottantenni rugose sedute nei posti riservati agli anziati invalidi ecc..
Ecco cosa hanno udito le mie orecchie.
Prima ultraottantenne (detta in seguito PU): Ma sai che ieri ti ho chiesto l'amicizia? 
Seconda ultraottantenne (detta in seguito SU): Ma dove?
PU: Come dove? Ti ho trovato su Facebook.
SU: Ma no, io non sono su FB, forse mi hai confuso con qualcun altro.
PU: Ma tu non sei SU? Però non c'era la foto.
SU: Forse hai visto mia nipote. Io ho solo un blog.
PU: Ma dai? E FB? Perchè non ce l'hai? E' bellissimo.
SU: Perchè sono vecchia. E poi non mi piace mettere fotografie. Mi piace andare in chat.
PU: Sono belle le foto. Io e tutte le mie amiche siamo piene di foto su FB. Con i nipoti... Abbiamo messo anche le foto della festa di carnevale che abbiamo fatto in parrocchia...
SU: Le avete già messe? Io vado in chat per conoscere gente, è molto divertente.
PU: E sul blog che cosa scrivi?
SU: Le cose che mi passano per la testa.
PU: Allora mi devi dire come si fa, così me ne apro uno anch'io. E' facile?
SU: Sì sì, è facilissimo.
Se non fossi stata circondata da almeno otto persone che mi tenevano sottovuoto, sarei caduta.
Facebook?!?!?!?
Blog?!?!?!?
Chat?!?!?!?
A più di ottant'anni?!?!?!?
Se penso che per insegnare a mia madre a scrivere gli sms ci ho messo tutte le mie vacanze estive di almeno un paio di anni! E che ancora tituba!
E che se mi scappa la parola chat pensa subito ad un posto (immaginario quasi onirico) frequentato dai pe.dofili st.upratori manigoldi lestofanti mangiatori di bambini...
Sono tuttora esterrefatta.
Non voglio criticare, eh! Sono solo stupita all'ennesima potenza!
Voi amici e amiche, vi immaginereste le vostre mamme (credo più che sessantenni) (o anche le vostre nonne, ma sì) a chattare e a scrivere post sul loro blog, e soprattutto ad avere il loro profilo FB in cui hanno messo magari le vostre foto mentre da piccoli/e nudi/e vi aggiravate per casa in attesa di imparare a fare a meno del pannolino??
O le foto di voi alla festa del quindicesimo compleanno, con la faccia brufolosa e le scarpe da tennis (sìììì, anche voi le avete indossate!!) e le felpe rosa della Best Company mentre vi ingozzavate con la torta alle fragole?
Mamma mia... al solo pensiero mi sono fatta passare l'appetito da sola...
Ma piuttosto, ed è questa la vera domanda, come vi vedete fra 30 anni? Ancora a scrivere blog e a chiedere amicizie su FB? 
Cosa vi diranno i vostri figli delle cose che avete rivelato di loro, quando ancora non potevano difendersi e comunque a loro insaputa?
Di quanto anticiperete il vostro intervento alla cataratta, per non perdere nemmeno un aggiornamento sulle pagine di FB dei vostri amici?
Io non riesco a formulare un pensiero coerente su questo argomento.
Ma penso che sì, io se riuscirò avrò quasi certamente un blog. E penso che potrei anche andare a farmi due risate in chat.
E allora perchè mi sono stupita tanto delle due vecchie signore? Forse perchè per noi è continuità di una cosa iniziata in gioventù, mentre loro devono essersi approcciate allo strumento già in età avanzata.
E quindi? - mi direte voi.
E quindi? - vi rispondo io...
...Ho scritto un post inutile.
Scusate.
Volevo solo condividere con voi una riflessione.

8 marzo 2011

L'INIZIO DELLA FINE

Nel giorno della festa delle donne, mi accorgo di non avere niente da festeggiare.
Sto invecchiando rapidamente e inesorabilmente.
E non ho nemmeno abbastanza orgoglio da negarlo, per sembrare migliore di come io sia realmente.
Sono peggiore, anzi LA peggiore.
Sigh.
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Ieri sera ho trovato le due paia di mutande che avevo cercato per tutta la casa, dichiarandole definitivamente perse il giorno in cui ho scritto il post.
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Erano nel cesto della biancheria sporca.
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E pensare che avrei giurato di averle lavate e stese lo scorso week-end.
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Ora siete liberi di insultarmi quanto volete, nemmeno una legale della levatura di MammaMatta può tirarmi fuori da questa ignominia.
Vado a nascondermi in bagno.
 
 
P.S. Stanotte, affogata nei sensi di colpa per essere così stordita, ho fatto un sogno orribile. 
Ero a casa di MammaMatta (Terry, perdonami, oggi sei tu la vera protagonista del mio post!) e lei era gentilissima con me, e mi invitava a dormire da lei, e c'era anche Merendina e Libby e Poison e Only e Vetekatten e Luna e Marta e Mika... Ed erano tutte strabelle elegantissime sorridentissime truccatissime, ed io ero un po' in imbarazzo, ma loro erano cordiali e affettuose, tutte... ma proprio tutte... fino a quando... fino a quando...
Fino a quando non mi hanno guardato i piedi!!
Io avevo un paio di anfibi (fighissimi, eh, ma pur sempre anfibi) e loro, in casa, indossavano scarpe dai tacchi ALTISSIMI e SOTTILISSIMI!!
Non avevo mai visto tacchi del genere!! (e, ora che ci ripenso, non ne ho mai visti nemmeno da sveglia!!) Erano trampoli, più che tacchi!
Io rimanevo pietrificata, e loro... loro... oddio non riesco nemmeno a scriverlo... loro mi insultavano, mi riempivano di parolacce brutte brutte, dicevano che non potrei mai essere loro amica perchè faccio pena ad andare in giro così, che loro si vergognavano di me, e vattene via... E MammaMatta mi cacciava fuori da casa sua, a Milano, nottetempo, al freddo e al gelo.... E non c'era nemmeno un autobus per andare in stazione... C'eravamo solo io e le mie scarpe combact... E poi mi incamminavo con la vista annebbiata dalle lacrime per la disperazione e l'umiliazione, verso una meta non meglio precisata...
...
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...
E poi passava la 61 e mi investiva.
Fine del sogno.
 
E' ufficiale, io alle blogpizzate non ci vengo.
Al massimo vi mando una delegata.
:-(

7 marzo 2011

IL PATTY DEI PATTY

Il party dei party.
Altrimenti detto: la noia delle noie.
 
I genitori del bambino praticamente non mi hanno ca.gato pari.
I nonni del bambino praticamente mi hanno ca.gato solo per spingermi a mangiare cose che non potevo mangiare, castigandomi ad una nottata di coliche.
Il bambino non mi ha ca.gato nemmeno di striscio.
Gli altri invitati non mi hanno ca.gato pari, se non per chiedermi informazioni su un posto dove ho fatto fisioterapia (solo perchè, spinta dalla disperazione, mi sono messa a parlare con persone di almeno 50 anni più grandi di me di sfighe varie e sofferenze, chè lì faccio sempre la mia porca figura...).
E il regalo, un cubo della Chicco di una inutilità imbarazzante, mi ha fatto vergognare. Se penso a tutte le meraviglie che avevo puntato io!!
Che poi, per la cronaca, del regalo che tanto piaceva al papà il festeggiato non se ne è fatto una benemerita cippa. Non gli ha concesso nemmeno uno sguardo di striscio. Nada.
 
Però, caxxo, io ero lì, e non a casa da sola a drogarmi di tv spazzatura per dimenticare il senso di frustrazione e trasparenza.
Ero lì, accanto al mio uomo, che è stato ineccepibile e nemmeno in un momento mi ha fatto sentire sola o fuoriposto.
Sembravamo due barchette sperdute, in quell'oceano di discorsi vuoti e ipocrisie da raduni familiari.
Ci siamo tenuti la mano, e fancù tutto il resto.
 
Ovviamente mi sono superata in sorrisi e ringraziamenti e complimenti, ho recitato la parte della fidanzata perfetta, sempre con questo inutile senso di inferiorità a martellarmi nella testa. Che poi inferiorità non so per cosa, visto che io e loro siamo così diversi da poterci definire, senza ombra di dubbio, incommensurabili.
Siamo proprio su pianeti diversi, e non voglio certo dire di essere migliore, altrochè.
Forse iodellavitanonhocapitouncazzo, e loro sì.
Ma a me importa di essere giusta al 100% per il mio compagno di vita, e mi importa che lui sia giusto per me.
Fine della discussione.
 
Che poi io mi chiedo, e non so trovare una risposta, come siamo state capaci di beccare (noi povere infelici con suoceri e cognati imbarazzanti) uomini così differenti dalle loro rispettive famiglie.
Ma com'è possibile che un fratello sia un tesoro di bontà e gentilezza e umiltà e l'altro sia arrogante e cafone e presuntuoso e, perchè no, schizofrenico? (E mi scuso con tutti gli schizofrenici veri che mi leggono...)
Ma non devo andare molto lontano per abbozzarla, una risposta.
Guardo me, guardo mio fratello, et voilà. (Lui non è cafone, ma su di lui calzano a pennello molti aggettivi qualificativi che su di me non hanno riscontro).
So di cosa si tratta.
Sono fenomeni paranormali che non si possono spiegare, appartengono ai misteri dell'occulto e dell'esoterismo ancestrale. 
Presto ne faranno una puntata a Voyager, ho già inviato a Giacobbo un sacco di materiale riservatissimo...
 
Il resto del week-end è stato trascorso a coccolarci e a fare le cosacce più truci, più che altro per dimenticare quel sentimento di freddezza portatoci dietro dalla festicciola...
E poi dovevo distrarre il povero SF dal mal di denti (oggi ha l'estrazione - vincente - del dente del giudizio!!), e si sa che in guerra, in amore e col mal di denti ogni buco è trincea... :-)
 
E voi? Siete pronti all'ultima settimana di freddo della stagione?
Io oggi, nonostante le previsioni, mi sono vestita scollacciata, non so perchè ma avvertivo l'esigenza di mostrare un po' le grazie....
 

4 marzo 2011

DOPPIA ANIMA

Oggi potevo scegliere tra un post sbarazzino e lieve come quello di ieri, visto che mi è successa una cosa di cui non vi fregherà niente ma mi sta perprimendo alla grandissima, e uno mattonazzo da lasciare qui in bella mostra per il week-end, rischiando anche di fare bella figura.
Non sapendo cosa scegliere di scrivere, e non essendo molto abile nelle decisioni che possono cambiare la vita (non so di chi, ma non importa), ho optato per unire le mie due anime (quella minkjona e quella palloso-riflessiva) in modo da lasciare che sia poi il lettore, passando, a decidere a cosa attaccarsi.
I milanesi possono banalmente attaccarsi al primo tram disponibile.
 
Angolo farlocco
Da ieri mi sono sparite due paia di mutande.
Non le trovo più.
Le ho cercate dappertutto, ma niente, volatilizzate, scomparse definitivamente.
50 metri di casa non sono tanti, mi rendo conto, ma è quando si perde qualcosa che mi accorgo di quanti diamine di nascondigli infidi ci siano in un tale piccolo spazio. 
Ma che fine hanno fatto, secondo voi?
Ricordo perfettamente di averle stese quando ho fatto la lavatrice, sabato... ma poi nada. Tabula rasa.
Che mi siano passati i ladri in casa, e abbiano puntato solo a quelle?
E' vero che sono belle, epperò...
Ah no, ora che ci penso meglio, mi è scomparso anche il deodorante. Stamattina l'ho cercato dappertutto, in ogni angolo del bagno e della camera da letto...
Niente.
E per fortuna ne ho sempre una scorta di riserva, chè uscire senza essermi spruzzata mi mette di cattivo umore per tutta la giornata.
Comincio a preoccuparmi.
Non sono più giovanissima, è innegabile, ma mi sembra un po' prestino per cominciare a perdere le mutande........
 
Angolo dupalle - caxxi miei e vostri
Il libro che sto leggendo da ieri lo trovate in bella mostra nello spazio qui a destra, creato proprio oggi perchè mi piace condividere con voi le mie letture (che sono la parte  di me di cui vado più fiera). Magari qualcuno vuole fare qualche commento su un libro che ho appena letto o che sto leggendo, o vuol fare qualche domanda o esprimere un dissenso... E' il benventuo.
La frase che ho letto stamattina mentre ero in autobus e che vi riporto volentieri mi ha colpito moltissimo, e mi sono riproposta di condividere la mia emozione con voi, che siete interlocutori impareggiabili.
Eccola.
 
.... che se prima di ogni nostro atto ci mettessimo a prevederne tutte le conseguenze, a considerarle seriamente, anzitutto quelle immediate, poi le probabili, poi le possibili, poi le immaginabili, non arriveremmo neanche a muoverci dal punto in cui ci avrebbe fatto fermare il primo pensiero. I buoni e i cattivi risultati delle nostre parole e delle nostre azioni si vanno distribuendo, presumibilmente in modo alquanto uniforme ed equilibrato, in tutti i giorni del futuro, compresi quelli, infiniti, in cui non saremo più qui per poterlo confermare, per congratularci o chiederne perdono. D'altro canto c'è chi dice che sia questa l'immortalità di cui tanto si parla... (Cecità, Josè Saramago, 1996)
 
Mi sono soffermata a pensare a tutte quelle volte in cui non ho fatto qualcosa per timore che succedesse qualche altra cosa, e che il mio non fare ha fatto abbastanza danni. Oppure le volte che ho fatto temendo chissà quali ripercussioni, e invece non è successo nulla di catastrofico. Oppure le volte che ho fatto non volendo far nulla, e mi sono capitate le cose più elettrizzanti della mia vita.
 
Tipo la sera che ho conosciuto SF. Venivo da un periodo in cui avevo conosciuto un sacco di ragazzi uno più lavativo dell'altro. Mi ero divertita molto (capite in che senso), ma avevo deciso che non avevo più intenzione di uscire con nessuno per un po'. E la mia migliore amica era venuta a trovarmi dal sud per consolidare il nostro sodalizio maschifree. E chi conosco la prima sera che io e lei usciamo e che invece avevo proposto insistentemente di starcene a casa a bere tisane e ad ammazzarci della torta che avevo fatto nel pomeriggio e dei frollini al burro che aveva portato lei, il tutto imbevuto di una buona dose di lacrime per la visione di polpettoni romantici?
Partita lei, io ed SF siamo diventati un tutt'uno in 2 giorni.
 
O tipo la volta che ho stressato mia madre per mandarmi in vacanza con alcuni amici (quando frequentavo il liceo) perchè tra quegli amici c'era il ragazzo per cui sbavavo all'epoca, e dopo settimane di lacrime e pianti e insistenze ho vinto io.. e poi durante la vacanza il tipo si è pomiciato la mia migliore amica in lungo e in largo, frantumandomi il cuore e facendomi desiderare di morire, o almeno di essere rimasta a casa? Poi ho rotto con la mia amica rimanendo sola al mondo e altre sfighe inenarrabili...
 
O tipo la volta che non ho coltivato l'amicizia (e chissà che altro) con un ragazzo che mi piaceva molto, all'università, perchè sapevo che piaciucchiava ad una mia 'appena conoscente', nonostante lui mostrasse interesse palese nei miei confronti, per poi scoprire dopo due anni che la mia 'appena conoscente' nello stesso periodo e senza dirmi niente si sollazzava già allegramente con quello che poi è diventato suo marito, 'tacci sua!
 
E voi?
Avete episodi che vi sono rimasti molto impressi di cose che vi hanno (o non vi hanno) cambiato la vita diversamente da quanto immaginavate?
 
Una mia amica ha conosciuto suo marito una sera che mi ha obbligato ad uscire da casa, nonostante io non volessi perchè ero molto depressa. Se non fossi uscita io, non sarebbe uscita nemmeno lei per rimanermi accanto (cosa che tra l'altro avveniva da settimane), e ora non avrebbe due bambini meravigliosi con il ragazzo conosciuto proprio quella sera.
Ecco, con i suoi figli io mi sono guadagnata un po' di immortalità, e questo pensiero da stamattina mi scalda il cuore.
Voi ce l'avete il vostro po' di immortalità (volenti o nolenti, eh)?
 
Vi auguro un buon week-end, lunedì seguirà il resoconto del party dei party...
Preparatevi! 
 
P.S. Rileggendo, mi sembra che tutti i miei aneddoti riguardino uomini. Ma che vi sembro assatanata? Ops, che brutta immagine... :-) 

3 marzo 2011

FREDDO, COMMOZIONE E PRURITINI

E' dal 25 gennaio che non fumo.
E facendo un rapido calcolo, considerando che di ventotto ce n'è uno e tutti gli altri ne han 31, sono passati esattamente 37 giorni di astinenza da fumo, o, per semplicità, cinque settimane e due giorni.
Voi direte e chi se ne frega.
Avete ragione, questa è una faccenda molto privata, quasi intima.
Il delirio dei primi giorni è passato. Sono molto più serena, non penso più alle sigarette nell'arco della giornata, e anzi un po' l'odore dei fumatori comincia ad urtarmi.
Appena ho smesso, mi infastifdiva perchè mi ricordava ciò che non potevo più avere ma desideravo ardentemente, ora mi infastidisce perchè mi fa proprio schifo.
Anche se, e qui devo essere sincera, l'alito di chi ha bevuto un bicchiere di vino o di superalcolico, e poi ci ha fumato su una sigaretta (e poi si avvicina a baciarmi o anche a non baciarmi ma a distanza di max 10 cm), mi eccita molto.
Sono una ragazza facilmente eccitabile, diciamolo.
Voi direte e chi se ne frega.

Sì, vabbè, però l'educazione è importante, non è che potete sempre rispondermi male, uffa.
Oggi è il settimo anniversario del mio intervento di ernia al disco. Al pensiero di me così giovane e praticamente paralizzata e dolorante, imbottita di cortisone e nonostante questo piegata in due dal dolore per venire al lavoro, mi commuovo da sola. Sono rinata. Certo, non faccio salti mortali e devo avere riguardo della mia schiena, ma sto bene e non soffro. Grazie, prof. neurochirurgo, per avermi donato la mobilità e la vita normale. In questo momento sono commossa e grata alla vita.
Sono una ragazza facilmente riconoscente, diciamolo.
Voi direte e chi se ne frega.
Ho capito, ma di cosa devo parlarvi nel mio blog??
La macchinetta del caffè, nella break area, è rotta da due giorni. E il bar è chiuso. E io bevo solo un caffè al giorno, ma diamine, almeno quello lo voglio!!

Voi direte e chi se ne frega.
Nemmeno di questo vi importa? Miiiiiiiii, che esigenti che siete! E anche un po' rompipalle.... :-)
E allora vi dico la cosa più importante di tutte.
Nevica.
Sì sì, a meno di 20 giorni dall'inizio della primavera, nevica di brutto. E ho freddo.
Sono  una ragazza facilmente congelabile, diciamolo.
Oh, e spero che almeno questo vi interessi!!
E se no, sceglietevelo voi l'argomento!! Ahhhhhhhhhhhhhhhhh
 :-)

2 marzo 2011

PER SDRAMMATIZZARE (ma le emozioni forti non mancano)

Giusto per non farvi mancare le ultime novità della telenovela più appassionante dell'emisfero boreale, vi informo che il signor cognatino ha già ordinato a suo fratello (SF) qual è il regalo giusto da comprare per il suo bambino.
Ha scartato tutte le nostre idee, dicendo che erano
1) caxxate
2) soldi buttati
3) ingombranti
4) rumorosi
5) brutti
6) ce l'ha già
7) ma come vi è venuto in mente??
Non so cosa abbia richiesto sua maestà, già a questo inizio di racconto non ci ho visto più e mi sono girati i cog.lioni vorticosamente.
Tanto giravano che per un pelo non prendevo il volo.
Per fortuna sono un metro e ottanta di femmina, se no potevate venirmi a recuperare a Zanzibar.
Mandandolo mentalmente a fare in kiulo con tutto il mio cuore (a mio cognato), ho detto ad SF che non mi interessa niente, mi basta solo che alla fine mi dica quanti soldi devo dargli, e basta. Questo nipotino non può essere affar mio, perchè affar mio non me lo fanno diventare. E poi chissà quando lo rivedrò di nuovo.   
Che frustrazione!
Mi scuso per essere così monotematica, ai limiti della lagna, non mi si confa. Ma ho bisogno di qualcuno con cui semplicemente sfogarmi, ben certa che non ci siano soluzioni che non siano l'ingoiare (come disse Moana in una delle sue più riuscite performance... hihihi).
 
Ma, per sdrammatizzare, voglio raccontarvi la scenetta di cui sono stata protagonista assoluta ieri sera, mentre vagavo sotto la pioggia per la città ancora alla ricerca del regalo perfetto (aridaaaje! Scusate...).
Giusto per non lasciare nessuna via intentata, mi sono avventurata anche all'interno della Coin, aggirandomi con curiosità qua e là immemore anche del motivo per cui ero entrata. Forse cercavo un'acqua di colonia in profumeria, ma dico forse perchè alla profumeria non ci sono mai arrivata... In mezzo a borse e foulard e bigiotterie e chincaglieria varia vado in visibilio e mi dimentico anche come mi chiamo.
Insomma, mentre perizio un paio di borse che mai mi sarei potuta permettere, ma che mi diverto ad indossare giusto per sentirmi più fi-ga, sento in lontananza una voce femminile che farfuglia 'posso farle provare...?'.. e altre voci femminili che a turno rispondono di fretta ' no no...'. Nemmeno mi giro a guardare, immersa nei miei pensieri.
Ad un certo punto, sempre lì nel reparto pelletteria, mi distrae una voce molto più vicina a me, tipo a 30 cm, e sono obbligata a voltarmi, quasi di soprassalto.
Una tipetta alta un metro e un cactus (tacco 12 incluso), truccata di tutto punto con un rossetto rosso che si sarebbe visto a 100 metri nella nebbia (di questi luoghi nebbiosi) mi pianta gli occhi addosso e mi chiede se mi può far provare... Mi ipnotizzo sulle sue labbra, sono oggettivamente troppo rosse, troppo innaturalmente piene, troppo disegnate. Un po' frastornata, esito a rispondere che non può provare (ma cosa, poi?), e lei lo interpreta per un sì.
Mi prende la mano destra, e mentre parla parla parla mi ci spiaccica sopra una crema bianca estratta da un tubo che solo alla fine ho capito essere una crema corpo dai miracolosi effetti. Pare, dico pare, che faccia cambiare il colore della pelle (?!?!?!?), che cancelli le rughe (?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?! Le rughe di dove??? Dei polpacci?) e che dia serenità se data la sera. Non so, forse la mattina non si può mettere. Mah. Fatto sta che per tutto il tempo del siparietto, io la guardo come la mucca guarda il treno, e lei mi fissa tenendomi il polso con la sua sinistra, e accarezzandomi la mano (ai limiti dell'indecenza) con la sua destra. Stava stendendo quel po' di crema che mi aveva messo, ma della crema ormai non c'è più traccia...
E massaggia...
Massaggia...
Massaggia...
E accarezza...
Accarezza...
Accarezza...
Sembra che abbia mangiato un registratore, deve finire la sua pappardella, ha deciso che non mi molla la mano manco morta finchè non sputa l'ultima sillaba del discorso.
La gente passa, e non capisce (il tubo di crema è caduto tra le  borse, e non si nota).
Vedo con la coda dell'occhio dei ragazzini che sghignazzano indicandoci, un signore anziano che segue morbosamente la scena saffica e va a sbattere dritto contro un manichino, una signora che ci guarda e accenna ad un segno della croce, un quarantenne lampadato che mi accenna un sorriso d'intesa, lei che ormai si è impossessata della mia mano in tutti i modi possibili...
 
Non oppongo resistenza.
 
Dentro sto ridendo a crepapelle.
 
Avesse visto mia madre la scena, sarebbe svenuta lì sul colpo, ma la tranquillità di averla a 800 km di distanza mi sostiene e mi fa essere spavalda.
Insomma, dopo 5 minuti, quando ormai stiamo diventando intime e tra poco ci baciamo... capisce che si sta rendendo ridicola, e mi molla. Senza preavviso. Quasi di soprassalto.
Rimango con la mano a mezz'aria, mi scappa da ridere.
Lei mi dice che sarà lì fino alle 20.00. Che mi aspetta se decido di comprare la sua crema in superofferta.
Le dico va bene.
Non ho capito assolutamente niente di quello che mi ha detto, ma una cosa gliel'ho chiesta.
Quanto costa la crema?
129 euro in offerta. Costerebbe 139...
Grazie.
 
Estjcaxxi!!
...
...
Me ne sono scappata..........................
 
:-D
 
P.S. La pelle della mano non ha cambiato colore, le rughe che già non c'erano non sono scomparse, e la serenità è finita appena ho visto SF che mi ha detto del discorso con suo fratello. So io dove glieli avrei messi quei 129 euro... :-)

1 marzo 2011

LA RIVINCITA (PARZIALE)

Nel mio lavoro, ho molti capi (e poche code).
Sì, uno solo mi paga lo stipendio (quando può), è vero, ma in molti avanzano delle pretese sul mio operato.
Io provo ad accontentare tutti, ma appena sento puzza di pretese minkje, mi tiro indietro, chè sono vagamente allergica alle sopraffazioni dovute semplicemente al ruolo occupato, e non alle competenze.
Detto questo, vi ricordate che spesso vi ho parlato di progetti assegnati a supermegaconsulenti incapaci e strapagati? Bene.
Venerdì ho avuto la mia piccola rivincita.
Anzi giovedì.
Anzi lunedì.
Giovedì ho passato la giornata in riunione, per fare le stime delle giornate di lavoro che ci avrebbero messo i consulenti, che da ora in poi chiamerò gli Incompetenti (INC), per portare avanti il progetto.
Ci ho messo 6 ore nette, senza pausa nemmeno per il bagno, per stimare che attività che io avrei fatto in 2 ore avrebbero richiesto 5 giorni per gli INC, attività di una settimana ne avrebbero richieste 3, attività di un minuto avrebbero richiesto 2 giorni.
E mi sono tenuta stretta, bassa, contrita.
Perchè in quattro mesi hanno portato avanti il progetto per non più di 10 miei giorni di lavoro. E lo so perchè me l'hanno detto, a che punto sono arrivati. E non solo me l'hanno detto, ma mi hanno anche fatto vedere lo sfacelo... C'è gente che proprio non c'arriva, non c'è molto altro da dire. Puoi ripetere e spiegare le cose anche 100 volte, con esempi e parole e semplificazioni e paragoni, ma niente.  
Gente che è più facile infilarglielo nel sedere, che in testa (come dice un mio amico sincero), insomma.
Venerdì il resoconto delle mie stime è arrivato sulla scrivania del capo, che per poco non si faceva venire un infarto.
Ha cominciato a strillare e bestemmiare in aramaico antico sul fatto che non era possibile essere ancora così indietro, che se il progetto non fosse andato in porto la sua poltrona sarebbe saltata, che se fosse saltato lui avrebbe portato giù a fondo anche altre teste, che non c'è serietà e competenza e che morirà giovane.
Non lo escludo.
Ha 45 anni, portati anche bene esteticamente, ma ha già avuto un numero di infarti che nemmeno mio nonno a 80 anni.... Vabbè, mio nonno è morto che ne aveva 52, ma non vuol dire... E non ha mai avuto un infarto, ma non vuol dire nemmeno questo, era un esempio. Certo che anche voi, svegli, eh??? ;-) 
Comunque il mio capo ha avuto molti infarti, ma continua a strillare come un matto, diventa tutto paonazzo, trema tutto, e secondo me si assume sempre tutte le sue responsabilità troppo tardi, chè se certe scelte le facesse prima, si alleggerirebbe di gran lunga l'esistenza.
Fatto sta che venerdì in ufficio sembrava di essere al cimitero, dopo le urla non si è sentito un fiato, 15 persone pietrificate a battere sulla tastiera tutte speranzose che il capo non le chiamasse nel suo ufficio per alcun motivo, altrimenti sarebbero volati caz.ziatoni gratuiti come se piovesse.
(Quando è furioso, non risparmia nessuno. A me dispiace solo che tutti i casini in cui si trova sono per colpa sua, ma transeat...).
Lunedì, la grande convocazione.
INC licenziati in tronco.
Tutto il progetto cade su di me.
Con la metà del tempo disponibile per fare tutto.
Con tutte le correzioni da fare per quelle quattro cose sbagliate già sviluppate.
Senza tempo per nemmeno una riunione di allineamento ("leggiti i documenti"... 300 pagine di noia)
Con le ferie da rivedere (sì, le abbiamo già programmate per tutto l'anno).
Con lo stesso stipendio ("abbiamo già perso troppi soldi con questi INC")
Con altre mie attività già pianificate da portare a termine.
Eppure...
Eppure...
Eppure...
Eppure sono così felice!!
Finalmente un bel progetto con i controcactus, mi ci voleva proprio.
La mia autostima è alle stelle, trovatosi con l'acqua alla gola il capo ha pensato di farsi parare il, ehm... ci siamo capiti, da me.
Sarò all'altezza?
Sì.
Forse.
Speriamo.
Ma credo di sì.
Basta però che se si incaz.za per altri motivi non mi strilli in faccia, perchè la maleducazione non la sopporto, e rischio di rispondergli come Baby in Dirty Dancing, quando Johnny, (il mitico Patrick Swayze), la stressa perchè lei non riesce ad imparare bene il mambo... Ve la ricordate la scena?
Anche se, in quella scena, i due sono già un po' innamorati...
Uhm..
Vi siete mai innamorati del vostro capo? O di un professore?
Io sì, ma di un professore.
Il capo infartuato me lo risparmio volentieri... :-)